lunedì 6 gennaio 2014

QUATTRO SFUMATURE DI NOIA (E UN ROSA PALLIDO)

Proseguono le recensioni dell'amica Meat Puppet.



Titolo:
L'irreprensibile Miss Hardwick
I segreti di Miss Victoria
Di neve e di passione
Partita a scacchi
La strega di Wychford
Autori vari
Editore: Mondadori Harmony
Collana Harlequim

In edicola si trovano in bella mostra dei libriccini con costola rosa editi da Harmony che invitano all’acquisto per i loro titoli insulsi e perché appartengono alla Collana History (HarlequinMondadori).
Si sa che nelle esplorazioni impulsive si può scovare qualche piccolo gioiello, ma il più delle volte si finisce col restare delusi. Questa è una delle volte in più.




Avrei dovuto capirlo dai titoli che si trattava di romanzetti rosa senza alcuna pretesa, ma non immaginavo che, ancora oggi, qualcuno potesse scrivere roba adatta a lettori d’altri tempi (e non intendo di qualche decennio fa, ma di almeno un secolo fa). Sono sostanzialmente racconti educativi per gentildonne che parlano di storie d’amore ambientate nell’Inghilterra del XIX secolo, senza sesso e senza Storia.
Scritti piuttosto male, quasi di fretta, e tradotti alla bell’e meglio, si lasciano leggere senza imprimere il benché minimo segno.
È andata così: mi trovo in edicola, li vedo, decido di provare e ne compro un paio. Letti i primi due, mi chiedo: “Ma sarà vero?”, e ne compro altri tre. Perdiana, acciderba e perdindirindina! Sono tutti uguali!!! 

Acciderbolina!
Le storie sono identiche in situazioni e personaggi! Vediamo in dettaglio.

I titoli. Unbuttoning Miss Hardwick, storia di un’antiquaria che s’innamora del suo datore di lavoro e lo seduce cambiando aspetto anche se lui ha la fantasia di toglierle l’accollato vestito con cui l’ha conosciuta, diventa L’irreprensibile Miss Hardwick: gli inglesi “sbottonano” e noi italiani rivestiamo con un po’ di moralismo ante litteram.

Unbuttoning....confrontare con la copertina italiana....
No occupation for a Lady è un terribile romanzetto su una ragazza di buona famiglia che scrive commedie irriverenti sotto falso nome maschile per non compromettere la reputazione dei parenti. Ovviamente, la giovane s’innamora di un serioso aristocratico che la mette in difficoltà. Il titolo italiano è straordinario: I segreti di Miss Victoria. Ah, che fantasia!

Fortunatamente, Snowbound with the notorious Rake viene tradotto con un più romantico Di neve e passione, sennò sarebbe stato alla lettera “Intrappolata nella neve con il noto libertino”: gli inglesi ti dicono subito la trama, noi italiani celiamo la sorpresa con un po’ di poesia.

His unusual Governess si trasforma in Partita a scacchi: un titolo che vorrebbe conferire un qualche brio alla noia infinita di questo racconto che narra di una ricca ereditiera che, per nascondersi da un pretendente troppo ardito, si finge una semplice istitutrice e s’innamora dello zio dei bambini.

Trova le differenze tra questi disegni...ehm...romanzi
Infine, un romanzo che ho letto volentieri e che ho trovato pure piacevole. Si tratta di A very unusual Governess (no, non sbagliate: è più o meno lo stesso titolo dell’altro), che diventa La strega di Wychford: anche qui, ereditiera che si finge istitutrice per fare un’esperienza nuova e che finisce con l’innamorarsi del suo datore di lavoro. Mentre i primi quattro romanzi sono editi da Harmony, questo è edito direttamente da Harlequin Mondadori nella collana “I romanzi storici” e mi sembra più curato quanto a traduzione, nonché scritto meglio.

Travestimento. È il motore delle storie, l’escamotage per creare ed instradare le trame. Le protagoniste celano la propria identità per vari motivi (opportunità, bisogno di cambiare, necessità) e questo fatto dà origine a quegli equivoci senza i quali la storia in sé nemmeno ci sarebbe. Tuttavia, quando non si sa scrivere e si crede il contrario, si producono continue forzature che rendono difficile al lettore la sospensione dell’incredulità. Insomma, c’è una scrittrice che crede di conoscere un mondo lontano nel tempo, ma non ce ne fa partecipi (nessuna ambientazione); che vuole narrare una storia, ma ha solo uno spunto e allora si serve di cliché collaudati e di scorciatoie avvilenti; che vede i caratteri umani come stereotipi e finisce con il copiare i suoi personaggi da altri autori.

Uomini. Sono tutti belli, affascinanti e dal carattere impossibile. Fisicamente sono bruni, alti e dalle spalle larghe: vi assicuro che leggendo i romanzi uno dietro l’altro si può subire l’effetto dejà vu nei suoi effetti più deleteri. Gli stivali usati, i pantaloni aderenti alla patta, la smorfia ironica nel sorriso, il fiatone da corsa campestre al primo innocente tocco… sembra che chi scrive sia sempre la stessa persona con nome diverso.
L’uomo in questione è sempre un noto libertino che se la spassa con gioco d’azzardo, amori e liquori a volontà, fino a quando non conosce l’eroina del romanzo, s’innamora e si redime. Ah, beate donne! Un uomo ricco, aristocratico, bello e divertente, ma soprattutto dotato del “tocco magico” (fenomeno che si manifesta quando lui le sfiora il gomito e lei gode e suda e trema che manco un orgasmo multiplo). Ma quando mai!

Una coppia tipica


Donne. I personaggi femminili sono più vari nella caratterizzazione. Bionde o brune, sono tutte immancabilmente appartenenti all’aristocrazia o ereditiere. Dotate di grazia e intelligenza, hanno una bellezza non appariscente, ma letale che sfoggiano alle serate danzanti della Stagione londinese. Si nascondono sotto una falsa identità perché vogliono vedere il mondo da un altro punto di vista oppure perché costrette dagli eventi.

Sesso. È l’oscuro oggetto di questi romanzetti, tanto oscuro che non si vede. Ci sono baci focosi, fremiti e respiri ansanti, erezioni solo alluse e abbracci appassionati, ma quando fanno l’amore noi non vediamo niente (tipico romanzo da buco della serratura otturato). Da parte mia, trovo spesso più intriganti certi romanzi d’appendice dell’Ottocento e pensando al romanzo rosa, genere al quale questi libri sono ascritti, mi vengono in mente i romanzi di Liala, più espliciti e sicuramente scritti meglio.

Storia. La Storia con la esse maiuscola non è presente, almeno in questi libri che ho letto, e le storie particolari, le vicende non hanno un minimo di ambientazione. Il ché è un bel dire di romanzi definiti “storici”.


Concludendo, ciò che ho sperimentato della Collana Harmony History mi ha delusa, forse perché non conoscendo questo tipo di pubblicazioni mi aspettavo qualcosa di diverso. Tuttavia ci sono altri romanzi cosiddetti “storici” che superano il livello terra-terra di queste edizioni: noi del blog ne abbiamo recensito alcuni ed altri ne recensiremo in futuro.

1 commento:

  1. “tocco magico” (fenomeno che si manifesta quando lui le sfiora il gomito e lei gode e suda e trema che manco un orgasmo multiplo) ... Fantastico :)))

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